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Domande ricorrenti Domande ricorrenti

D: Quali autorizzazioni / procedure deve seguire un fotografo per la prestazioni di servizi per periodi brevi – inferiori a 90gg - in Croazia?

R: L’Unione europea garantisce ai prestatori di servizi il diritto di esercitare la propria attività anche negli altri Stati membri, con possibilità di scegliere tra il regime di stabilimento e il regime di libera prestazione di servizi. Il carattere temporaneo e occasionale della prestazione è valutato caso per caso, in particolare in funzione della durata della prestazione stessa, della sua frequenza, della sua periodicità e della sua continuità.

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D: Una startup innovativa registrata in un paese europeo può partecipare a tutte le call pubbliche nei 27 Paesi dell’Unione Europea? Quale tassazione si applica: quella del paese dove è registrata la startup pur operando a livello europeo ? Oppure si parlerebbe di esterovestizione?

R: Ai sensi della normativa di riferimento (DL 179/2012, art. 25, comma 2), una startup innovativa è una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, che rispetti i seguenti requisiti oggettivi: è un’impresa nuova o costituita da non più di 5 anni ha residenza in Italia, o in un altro Paese dello Spazio Economico Europeo ma con sede produttiva o filiale in Italia ha fatturato annuo inferiore a 5 milioni di euro non è quotata in un mercato regolamentato o in una piattaforma multilaterale di negoziazione non distribuisce e non ha distribuito utili ha come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di un prodotto o servizio ad alto valore tecnologico non è risultato di fusione, scissione o cessione di ramo d’azienda. Infine, una startup è innovativa se rispetta almeno uno dei seguenti tre requisiti soggettivi:

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D: Quali procedure / adempimenti deve svolgere un artigiano (carpentiere) svizzero per operare temporaneamente (tempo necessario per rifare un tetto) in Italia? Si tratta di una prestazione occasionale? E’ necessario il riconoscimento della qualifica professionale (impiantista)?

R: La professione di impiantista è quella relativa all’installazione di impianti all’interno di edifici disciplinata dal D.M. 22 gennaio 2008, n. 37, soggetta all’applicazione della procedura di dichiarazione preventiva all’autorità competente, che è il Ministero dello Sviluppo economico: https://www.mise.gov.it/index.php/it/mercato-e-consumatori/titoli-professionali-esteri/prestazioni-occasionali

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D: Quali sono gli adempimenti IVA per le vendite e prestazioni eseguite all'estero tramite piattaforme on-line? L’operatore italiano presenterebbe la Scia di commercio al dettaglio elettronico ma è consentito utilizzare anche piattaforme straniere o creare un sito straniero per la vendita on-line? Utilizzando la piattaforma della Agenzia delle Entrate MOSS l'imprenditore non è obbligato a registrarsi fiscalmente nel paese straniero e l'impresa non deve avere una stabile organizzazione all'estero

R: In applicazione della direttiva 2006/112/CE come modificata dalla direttiva 2008/8/CE, i soggetti passivi che erogano servizi elettronici o servizi di telecomunicazione e teleradiodiffusione a favore di consumatori finali europei possono assolvere gli obblighi in materia di imposta sul valore aggiunto attraverso il Portale Telematico denominato “Mini one Stop Shop” o “Mini Sportello Unico (“MOSS”). Il MOSS è anche un regime di tassazione opzionale che opera come modifica del luogo di tassazione Iva applicabile alle prestazioni TTE e ai servizi elettronici B2C. In base alle disposizioni del diritto dell’Unione europea sopra richiamate, infatti, la tassazione ai fini Iva di tali operazioni avviene nello Stato membro del consumatore finale e non in quello del prestatore; attraverso il MOSS, dunque, il fornitore non è tenuto ad identificarsi per effettuare gli adempimenti prescritti (dichiarazioni e versamento) presso ogni Stato Membro dove presta i propri servizi.

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D: Sono italiana, residente in UK e lavoro a Londra come dipendente. In precedenza, lavoravo come traduttrice; sono ancora registrata come libera professionista (sole trader) nel Regno Unito. Attualmente presto ancora occasionalmente servizi di traduzione per istituzioni e clienti italiani. Vorrei sapere che cosa cambia per me - per offrire servizi di traduzione su base occasionale - dopo Brexit dal punto di vista fiscale e quali sono gli adempimenti burocratici. Non ho la partita IVA perche' non raggiungo il fatturato richiesto nel Regno Unito per aprirla.

R: Al 1° gennaio scorso i rapporti tra il Regno Unito e gli Stati membri dell’Unione europea sono regolati dall’Accordo sugli scambicommerciali e la cooperazione tra l’Unione europea e la Comunitàeuropea dell’energia atomica, da una parte, e il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord, dall’altra:

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D: Una società straniera come può ottenere on-line la partita IVA?

R: Per ottenere la partita IVA è necessario presentare una dichiarazione di avvio delle attività. Successivamente l’Agenzia delle Entrate provvederà ad attribuire la partita IVA.

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D: Come si notifica in Italia un integratore alimentare registrato in un altro Paese UE ?

R: In Italia l'immissione in commercio di un integratore alimentare è subordinata alla procedura di notifica elettronica al Ministero della salute, che ne valuta la conformità alla normativa vigente al fine di garantire la sicurezza dei prodotti e la corretta informazione ai consumatori.

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D: Una impresa di pulizie registrata in Polonia può svolgere temporaneamente la propria attività in Italia pagando le tasse in Polonia?

R: Per lo svolgimento in Italia di attività di pulizia e disinfezione non è necessario nessun requisito professionale; per le attività di disinfestazione, derattizzazione e sanificazione, occorre, invece, indicare un preposto alla gestione tecnica dell’attività.

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D: Quali sono le procedure per l’esercizio temporaneo e occasionale della professione di ingegneri in Italia? E’ necessario il riconoscimento della qualifica professionale? A chi occorre rivolgersi?

R: Per il riconoscimento della qualifica professionale di ingegnere l’autorità competente è il Ministero della Giustizia.

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D: Vorrei vendere temporaneamente artigianato in Italia durante le vacanze di Natale, non da uno stand, ma come commercio ambulante. Ho bisogno di una licenza?

R: In linea di principio l'attività in questione è regolamentata in Italia (art. 28 e seguenti, D.Lgs. 31 marzo 1998 n. 114, come modificato dal d. Lgs. 59/2010) e necessita di autorizzazione in quanto implica l'occupazione del suolo pubblico.

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D: La società per la quale lavoro intende espandere la sua attività in Italia. E’ necessario aprire una filiale?

R: Un’impresa stabilita in un altro Stato membro dell’Unione europea può svolgere attività d’impresa in Italia mediante costituzione di un’unità locale, senza designare un rappresentante legale dell’impresa estera in Italia, se l’attività non ha carattere sostanziale, ma preparatorio dello sviluppo commerciale (promozione, pubblicità e altri atti non commerciali) e non sono compiute in Italia operazioni rilevanti ai fini IVA.

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D : La nostra società, con sede in Polonia, ha l’opportunità di svolgere in Italia alcuni lavori di installazione di impianti elettrici all’interno di negozi. Vorremmo impiegare i nostri dipendenti. Quali sono gli adempimenti necessari?

R: Ai lavoratori dipendenti dell’impresa polacca chiamati a svolgere temporaneamente la propria attività in Italia si applica la Direttiva 96/71/CE sul distacco dei lavoratori effettuato nel quadro di una prestazione di servizi. La direttiva sancisce che ai lavoratori distaccati vengano garantite le “medesime condizioni di lavoro” previste da disposizioni legislative, regolamentari o amministrative, nonché dai contratti collettivi nazionali di lavoro per i lavoratori dello Stato membro sul territorio del quale viene svolto il lavoro.

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D: Desidero aprire un negozio di abbigliamento in Italia. E’ necessario ottenere un’autorizzazione?

R: L’avvio di un’attività d’impresa in Italia richiede l’iscrizione nella sezione ordinaria del registro delle imprese gestito dalla Camera di Commercio competente per territorio.

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D: Mi trasferirò in Italia a fine anno per aprire un ristorante. Ho bisogno di autorizzazioni specifiche per preparare e servire cibi?

R: In Italia l'esercizio dell'attività di somministrazione di alimenti e bevande al pubblico è soggetto alla presentazione di una segnalazione certificata di inizio attività (o SCIA: art. 64, comma 1, d. lgs. n. 59/2010, così come sostituito dall’articolo 2, comma 2, lettera a), d. lgs. n. 147/2012) allo sportello unico per le attività produttive del Comune competente per territorio. L’apertura di un esercizio di somministrazione di alimenti e bevande al pubblico, comprese quelle alcooliche di qualsiasi gradazione, è soggetta ad autorizzazione rilasciata dal Comune competente per territorio solo nelle zone soggette a tutela.

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D: Sono un imprenditore stabilito in Repubblica Ceca. Posso fornire in Italia una prestazione temporanea di servizi nel settore edile? Ho bisogno di un permesso speciale?

R: In Italia le attività edili sono regolate principalmente dal d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia).

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D: Lavoro come guida turistica in Germania. Posso svolgere la mia attività in Italia in modalità temporanea e occasionale?

R: In Italia l’attività di guida turistica è una professione regolamentata, subordinata al possesso di una specifica qualifica professionale.

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D: Sono titolare di una società in Croazia e intendo aprire una filiale in Italia, a Milano. Posso ricevere assistenza sulla procedura?

R: L’esercizio di attività in forma stabile sul territorio italiano, e in particolare l’apertura di una filiale di un'impresa stabilita in un altro Stato membro, richiede l’iscrizione nel registro delle imprese gestito dalla Camera di Commercio competente per territorio e la designazione del rappresentante legale.

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D: Lavoro in Francia come installatore di impianti elettrici. Posso trasferirmi in Italia per svolgere la stessa attività?

R: In Italia l’attività di installatore di impianti elettrici è una professione regolamentata. Le qualifiche professionali sono disciplinate dal D.M. n. 37/2008. In particolare, l’articolo 4 stabilisce i requisiti tecnico-professionali che devono essere posseduti dal titolare dell’impresa o dal legale rappresentante della società o dal responsabile tecnico.

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